Disturbi Specifici Dell’apprendimento

L’attività di riabilitazione dei processi di apprendimento ha lo scopo in primis di potenziare le competenze che il paziente esprime in modo deficitario nell’ambito della lettura, della scrittura, del calcolo e del ragionamento numerico. Naturalmente, le variabili emotive e motivazionali vengono attentamente monitorate per garantire una presa in carico volta all’aumento del benessere generale del paziente.

Cosa è il DSA e quali elementi lo caratterizzano?

Il Disturbo specifico dell’apprendimento è un disturbo del neurosviluppo con un’origine biologica (che interagisce con fattori genetici, epigenetici e ambientali), che si esprime in una condizione di funzionamento caratterizzata da difficoltà persistenti nel padroneggiare le competenze legate alla lettura, alla scrittura e all’ambito del numero. Tali aree di funzionamento possono essere compromesse in modo indipendente, ma con maggiore frequenza si incontrano persone con difficoltà estese a più ambiti di apprendimento.

Cos’è la Dislessia? Cosa sono le difficoltà di comprensione del testo?

La Dislessia è descritta da una difficoltà persistente nell’effettuare un’adeguata decodifica di un testo scritto; in altre parole, rappresenta la difficoltà di una persona nell’effettuare una lettura ad alta voce rapida e corretta. Le difficoltà di comprensione del testo, invece, sono legate al significato di quanto si decodifica: in altre parole, chi incontra difficoltà di comprensione non riesce a realizzare una rappresentazione mentale di quanto sta leggendo, per esempio non riuscendo a identificare le informazioni principali o a produrre inferenze.

Cos’è la Disortografia? Cosa sono le difficoltà di espressione scritta?

La Disortografia è descritta da una difficoltà persistente nell’effettuare una corretta trascrizione delle parole: la scrittura delle persone con questo disturbo è caratterizzata dalla presenza di un numero eccessivo di errori ortografici (per esempio, scambi, o inversioni, o omissioni di lettere, ecc). Chi incontra invece difficoltà nell’espressione scritta, non riesce a produrre un testo scritto originale che riesca a raggiungere efficacemente obiettivi comunicativi a causa, per esempio, di un cattivo uso della punteggiatura, delle strutture sintattiche, o per mancanza di coesione e coerenza nei contenuti, ecc

Cos’è la Discalculia? Cosa sono le difficoltà nel ragionamento logico-matematico?

La Discalculia è descritta come una difficoltà nel padroneggiare il concetto di numero e nel manipolare attraverso procedure definite le grandezze e le quantità: le persone con Discalculia faticano ad applicare le procedure del calcolo di base, ma anche a effettuare corretti confronti fra le grandezze, a stimare risultati, ecc. Le difficoltà nel ragionamento logico-matematico coinvolgono in senso più ampio le capacità di applicare le procedure aritmetiche e matematiche a situazioni più complesse, come possono essere quelle rappresentate dalla soluzione di un problema.

Sintomatologia

In linea di massima lo studente con DSA mostra difficoltà nell’affrontare i compiti scolastici che sono ritenuti tipici dell’epoca di scolarizzazione.

Lo studente con DSA può faticare ad apprendere la tecnica di decodifica, quindi presenta una lettura ad alta voce che può essere scorretta (anche con la creazione di non parole, o con presenza di errori di tipo visivo, di tipo fonologico, o di anticipazione) e/o stentata, con velocità ridotta rispetto alle attese, o esitazioni, o lettura lettera per lettera o sillaba per sillaba.

Lo studente con DSA può apparire disorientato di fronte a un testo scritto, perché non riesce a comprenderlo e a ricavarne un riassunto, non riesce a rintracciare una struttura testuale di riferimento o non è in grado di compiere inferenze.

Nei testi scritti dello studente con DSA possono essere presenti numerosi errori ortografici, tra cui quelli definiti fonologici (gli errori riconoscibili “a orecchio”, in cui viene modificata la fonologia della parola: scambi di lettere come fetro al posto di vetro; omissioni o aggiunte di lettere come catante al posto di cantante, pescie al posto di pesce; inversioni come patrenza al posto di partenza) quelli definiti non fonologici (gli errori riconoscibili “a occhio”, in cui i suoni sono corretti, ma non la loro trascrizione: scambi nell’uso dei grafemi con lo stesso suono come squola al posto di scuola; cattivo uso dell’h come ha scuola al posto di a scuola; separazioni o fusioni illegali come in tanto al posto di intanto, cera al posto di c’era) o quelli definiti fonetici (errori a carico delle doppie e degli accenti, come tropo al posto di troppo, raggione al posto di ragione, citta al posto di città).

Quando lo studente con DSA deve creare un testo in modo autonomo, si nota generalmente una certa povertà nei contenuti, determinata dalla presenza di un numero ridotto di idee, dall’assenza di coerenza e coesione all’interno delle idee stesse, dall’uso di un lessico semplice e ripetitivo; possono essere presenti imprecisioni a livello morfosintattico e a livello della punteggiatura.

Lo studente con DSA può incontrare forti difficoltà nello stabilizzare la linea del numero e nel costruire una rappresentazione stabile del valore delle cifre all’interno di un numero; spesso non riesce a memorizzare contenuti sequenziali come le tabelline; fatica ad applicare le procedure del calcolo aritmetico anche nelle operazioni di base (addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione) sia a livello orale che scritto. Infine, lo studente con DSA può manifestare significative fragilità nell’applicare algoritmi logico-matematici ai problemi che deve risolvere, o ai dati che deve analizzare.

Con quali modalità si svolge il trattamento del DSA?

Per la riabilitazione dei DSA si propongono cicli trimestrali con obiettivi a breve termine definiti sulla base della valutazione, della successiva diagnosi e dello specifico periodo di scolarizzazione del paziente. Gli interventi possono essere divisi in due grandi gruppi.

1) Riabilitazione delle abilità strumentali

A livello strumentale, l’intervento punta su un approccio cognitivo. Per fornire alcuni spunti rispetto all’efficacia di interventi finalizzati a migliorare la correttezza e la fluenza della lettura, buoni interventi consistono in esercizi strutturati per facilitare la lettura di parole isolate o inserite nel contesto. Si inizia col favorire le abilità metafonologiche e l’apprendimento delle regole di conversione grafema-fonema, per giungere a letture con facilitazioni per identificare le sillabe, anche con l’ausilio della sintesi vocale e tramite software.

Per migliorare la correttezza della trascrizione ortografica si realizzano attività, anche attraverso l’uso del computer e di software specifici, in cui il clinico indica con precisione al bambino cosa deve fare, svolgendo il compito in prima persona per fungere da modello esperto (istruzioni esplicite); in cui è possibile allenarsi svolgendo esercizi che possono essere replicati sfruttando la traccia dell’attività (possibilità ripetute di esercizio); in cui sono inseriti metodi di autovalutazione o autocorrezione del compito svolto (feedback sul risultato).

Rispetto alla riabilitazione nell’ambito del numero, l’intervento nel breve termine risulta efficace se fornisce un insegnamento diretto ed esplicito, teso ad insegnare anche tecniche di autoistruzione. Lo scopo principale è quello di favorire la velocità di recupero associandola a una comprensione dei rapporti tra gli elementi dell’operazione in oggetto, utilizzando per esempio la linea dei numeri o istruzioni specifiche fornite dall’operatore.

2) Potenziamento delle competenze complesse

Per le difficoltà che si riscontrano in compiti maggiormente complessi, come la soluzione di problemi, la comprensione del testo e l’espressione scritta, si adotta un’ottica di intervento di tipo metacognitivo, all’interno della quale viene dato spazio alla riflessione condivisa sui processi sottostanti l’esecuzione vera e propria del compito. Sulla base di precise task-analysis, vengono proposte attività che, attraverso step successivi, consentono di eseguire il compito in modo completo, più funzionale e meno faticoso.

All’interno delle competenze complesse, è possibile anche attuare un potenziamento del metodo di studio che, con altissima frequenza, appare fragile negli studenti con DSA. Pur non esistendo, ovviamente, un disturbo specifico del metodo di studio, si nota che gli studenti con DSA incontrano molte difficoltà nel trovare strategie adeguate al proprio profilo di funzionamento in modo autonomo. Per questo, è possibile intervenire anche con percorsi che hanno come obiettivo non tanto la riabilitazione, quando la sistematizzazione in un corpus coerente sia delle metodologie e delle strategie di studio che già appartengono al paziente, sia di quelle che possono essere implementate.

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Inoltre, poiché il profilo cognitivo degli studenti con DSA è tipicamente caratterizzato da debolezza a carico della memoria di lavoro e, a volte, della velocità di elaborazione delle informazioni, tutti trattamenti riabilitativi, pensati per il singolo sulla base delle sue personali caratteristiche ed esigenze, prevedono anche dei momenti dedicati al potenziamento di tali competenze.

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